KidBubble: idea per una app da un milione di euro.


1“Ma se vale così tanto, perchè ce la regala?”
Probabile che ad alcuni venga in mente innanzitutto questa domanda dopo aver letto il titolo. Bene. Allora gioco a carte scoperte:

  1. ammetto che il titolo è un poco provocatorio. Un titolo da ufficio marketing. Ma leggendo l’idea vedrete che tutto sommato non si allontana dalla realtà, qualche soldo è possibile farcelo.
  2. non la metto in pratica perchè non ho le energie per farlo, non voglio imbarcarmi nel mettere su un team di persone per svilupparla oppure mettermi a svilupparla io, specialmente in questo periodo in cui il mio lavoro mi appassiona
  3. è circa un anno che mi gironzola per la testa. Se non mi ci sono messo in un anno a svilupparla, tanto vale che lo faccia qualcun altro
  4. se questo qualcuno poi ci fa i soldi… bhè si ricordi di me!
  5. se qualcuno vuole svilupparla con me… parliamone.

Ma passiamo all’esposizione dell’idea.

Tutti sappiamo che il business del momento sono le “app”. Applicazione per telefonini e tablet. Ce ne sono di tutti i tipi, dall’home banking alle ricette di cucina, dalle mappe alle social app.
Qui voglio concentrarmi su un tipo il cui target è molto ben definito: i bambini.

O meglio, i giochi per i bambini.
Come di consueto facciamoci una domanda preliminare: vale la pena di fare una app per bambini?  Non saranno energie sprecate? Il solito fuoco di paglia che poi finisce a tarallucci e vino?
Rispondere non  è difficile, basta darsi uno sguardo intorno, su internet, per vedere che sono un mercato abbastanza florido.
Intanto esistono siti dedicati addirittura alla ricerca di app adatte ai bambini (molto ben fatti, come questo: Mamamò). Poi ci sono presentazioni molto convincenti (vedi qui) che anche se hanno più di un anno, mostrano comunque quanto il mercato sia in espansione.

Infine, se le statistiche non dovessero bastare, la prova più convincente è osservare un bambino sotto i tre anni alle prese con un iPad.
Ho due esempi impressionanti: una bambina figlia di amici, di nemmeno due anni, era in grado di usare youtube partendo da un video che gli caricava il papà. Lo guardava, poi alla fine ne selezionava un altro. E andava avanti così, tranquilla, da sola. Era anche in grado di giocare con un altro gioco carino, una civetta che bisognava far cantare.
L’altro è quello di un’altra bambina che, abituata ai touch screen, si avvicinava al televisore a tubo catodico dei nonni cercando di cambiare canale passando il dito sullo schermo.

Insomma, per i bambini l’uso dei tablet è molto più semplice che per alcuni adulti. Credo infatti che i movimenti e le “logiche” dietro all’uso di questi oggetti siano talmente semplici e primordiali da essere spontanei, se non si è stati educati altrimenti (come accade per molti adulti).
Inoltre, se il costo di una app è limitato (ex: 1 euro) la probabilità che sia acquistata è elevata.

Quindi possiamo concludere che , sebbene con qualche rischio, il gioco vale la candela.

Ma di cosa si tratta esattamente?
Se proprio devo essere onesto, l’idea non è venuta a me ma ad una mia amica che, diventata mamma, si è inventata il seguente giochetto (con cui la figlia giocava apassionatamente: ecco la cosa che mi ha convinto più di tutte!).
Si trattava di un libretto molto piccolo, con la copertina arancione. Nella prima pagina c’era scritto “Buongiorno Chiara, vuoi giocare con me?” e due quadratini con un SI e un NO.
La mia amica, senza saperlo, aveva creato uno scrapbook delle diverse schermate di una app!

Sulla seconda schermata, al centro della pagina c’era una pallina rossa, con sotto scritto “premi sulla pala rossa”. Quando la bambina ci premeva sopra con il dito, la mamma diceva “Bing!”, e la bambina girava pagina.

Sulla terza due palline, una celeste e l’altra arancione con la scritta (che la mamma le leggeva) “premi prima la pallina celeste e poi arancione”, quando la bambina lo faceva, la mamma ripeteva il “Bing!” e avanti così.

Qui sotto alcune proposte per le schermate:

schermo 2

2. Premi la pallina arancione poi quella celeste

schermo 3

3. sposta le palline arancioni verso su, quelle verdi verso giù

Premi la pallina rossa...e vai avanti

1. Premi la pallina rossa…e vai avanti

Ovviamente si potrebbe andare avanti con tantissime altre schermate e pensare di utilizzare tutte le potenzialità dei tablet: ad esempio si potrebbe chiedere “ora scuoti ‘iPad e mescola le palline”, oppure “fai scivolare le palline verso sinistra”, o ancora “fai esplodere le palline blu, quelle verdi valle scivolare in basso”… c’è solo da scatenare la fantasia.

Possiamo ora tentare una pianificazione
Si dovrebbe partire da una piattaforma (iPad per esempio) e poi cercare di esportare l’idea su android. Ritengo che iPad sia più adatto perchè da una mia breve ricerca mi risulta che la maggior parte delle applicazioni per bambini siano sviluppate per iPad e iPhone.
Con un investimento iniziale di massimo 3000 euro si dovrebbe riuscire a trovare qualcuno, oppure un piccolo team, che possa sviluppare l’applicazione (puoi provare qui ad esempio: https://www.odesk.com/ dove si possono trovare sviluppatori per meno di 20 dollari l’ora)… poi si deve mettere in vendita, fare una pagina web, facebook, twitter, youtube con un tutorial… insomma poi le idee per il marketing sono tante (ce le ho tutte qui, nella scatola cranica).
Ci si deve solo lavorare.

Ecco, vi ho fatto un regalo 🙂

a presto.
Daniele

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