Sfruttiamo i dati OPENdata … o anche “Aprire una società di statistiche”


Questo post è il frutto di una chiacchierata sulla porta di casa con un mio caro amico, GP. Un brainstorming sulla soglia, che mi ha colpito perché subito ho ricollegato le idee che GP mi esponeva ai dati adesso disponibili in abbondanza a seguito delle politiche di opendata portate avanti a livello Europeo, ed in particolare in italia (ved http://www.dati.gov.it/)

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Si possono estrarre un sacco di informazioni da tali dati, ed eventualmente aprire una società di statistiche (serve un nerd, uno statistico, un commerciale).

Ecco alcune delle idee:

1) mappa dei flussi direzionali del traffico
Realizzare una mappa del traffico a roma, distinta per fasce orarie, che tenga conto non solo dei punti di congestione, cosa che già esiste, ma anche dei flussi di traffico (ovvero da dove partono e dove vanno i romani). Ovviamente delle mappe così costruite non potranno avere una capillarità assoluta (non si può pensare di gestire i singoli percorsi delle singole auto!) ma si può cominciare raggruppando i percorsi più richiesti sui GPS oppure coinvolgendo le principali realtà produttive con questionari per i propri dipendenti sul percorso fatto per venire al lavoro.
Finalità di tale mappa è il tentativo di decongestionare il traffico studiando percorsi alternativi e non limitandosi all’appriccio quantitativo: “c’è traffico, allargo la strada”.

2) mappa del benessere sociale della città
Esistono vari tentativi di superare il PIL come indicatore del benessere. Uno di questi è il BES (http://www.misuredelbenessere.it/) che indica 8 indicatori del Benessere Equo e Sostenibile. L’idea è di mappare questi 8 indicatori su tutta la città di Roma con una granularità significativa (che non sia persona per persona ma almeno per isolato) e di registrare lo storico di tali indicatori.
Lo studio di tali mappe (ovviamente si potranno vedere le mappe di un indicatore per volta o la media tra gli otto e i valori visualizzabili con una scala di colori opportuna) avrebbe diversi scopi:
a) per i cittadini, per avere un’idea quantitativa della qualità di vita della città e dell’impatto dell’amministrazione sui vari aspetti (inquinamento, traffico, servizi…). Per valutare concretamente l’operato dell’amministrazione anche localmente, non solo sull’intera città, nell’arco del tempo

b) per le istituzioni, per meglio individuare le criticità della città e valutare l’impatto delle proprie politiche sul territorio.

 

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